Castello di Santa Severa

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Il castello sorge sul sito di Pyrgi, la città portuale collegata all’antica Caere, attuale Cerveteri fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C.. La città etrusca di Pyrgi si sviluppavava tutto intorno al porto per una estensione di circa 10 ettari, comprendente oltre all’area oggi occupata dal borgo castellano anche l’area del santuario situato all’estremità meridionale, oggetto di scavo da parte dell’Istituto di Etruscologia dell’Università la Sapienza di Roma ormai da più di cinquant’anni.

Durante il corso del III secolo a.C. con la romanizzazione del territorio costiero, su parte dell’abitato etrusco venne fondato il castrum romano di Pyrgi, circondato da possenti mura in opera poligonale. Il sito fu probabilmente abitato senza interruzioni fino alla tarda antichità (IV-V sec. d.C.) ed è proprio grazie alla continuità di vita sui resti del castrum che in epoca medievale si formò il borgo conosciuto come Castellum Sanctae Severae.

Il Castello vero e proprio venne costruito nel XIV secolo ed il borgo si formò man mano con varie fasi di edificazione nel corso del XV-XVI secolo.

Grazie ai recenti lavori di restauro finanziati dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio il Castello di Santa Severa si avvia a diventare uno dei più importanti poli culturali sul litorale a nord di Roma; infatti è prevista la creazione di un polo museale che comprenderà i già esistenti Museo Nazionale Antiquarium di Pyrgi, il Museo del Mare e della Navigazione Antica e il nuovo Museo della Rocca, attraverso il quale ripercorrere le vicende storiche del sito.

Nel museo della Rocca verranno esposti i reperti ritrovati durante gli scavi svoltisi in concomitanza con i lavori di restauro e curati dalla Soprintendenza e dai volontari del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite che hanno portato alla luce nell’area del cortile della Rocca una domus romana di epoca imperiale, una necropoli e una chiesa paleocristiana del V secolo, presumibilmente da mettere in relazione al culto della santa omonima.

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